PADOVA (lunedì, 3 marzo 2025) – Un’installazione potente che invita a riflettere sul valore della dignità femminile e sull’uguaglianza di genere: l’interattiva “Toys?” è stata presentata oggi, lunedì 3 marzo, presso il Polo di Psicologia di via Venezia 16 a Padova.
di Monia Settimi
Centinaia di bamboline di plastica, abbandonate a terra, sono diventate il cuore pulsante dell’opera, un simbolo di come la cura e il rispetto possano restituire dignità a ciò che è stato trascurato. Ogni partecipante ha avuto l’opportunità di raccogliere una bambola, rivestirla e prendersene cura, riportandola simbolicamente alla vita.
Questo evento è stato promosso da sei dipartimenti dell’Università di Padova – Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, Ingegneria dell’Informazione, Fisica e Astronomia, Psicologia Generale, Ingegneria Industriale e Geoscienze – con l’obiettivo di stimolare una riflessione collettiva sulla parità di genere e sulla condizione delle donne. La collaborazione tra questi settori universitari si inserisce nel più ampio impegno per creare un ambiente accademico inclusivo, dove i valori di consapevolezza e responsabilità sociale siano al centro.
L’opera, firmata dall’artista visiva Anna Piratti e con la partecipazione della performer Silvia Gribaudi, presenta una riflessione sul potere della cura come motore di cambiamento. Le bambole, una volta gettate a terra in uno stato di abbandono e disordine, diventano simboli di vulnerabilità. Il gesto di prendersene cura diventa un atto simbolico che interroga su quanto sia fondamentale il rispetto della dignità umana, in particolare quella femminile.
“Toys?” non è solo una provocazione estetica, ma un’esplorazione emotiva che invita il pubblico a scegliere come reagire alla condizione di queste bambole. L’artista non fornisce risposte, ma stimola interrogativi, chiedendo agli spettatori di confrontarsi con il tema della cura e dell’empatia, riflettendo sulle disuguaglianze e sulle ingiustizie sociali. Come ha spiegato Anna Piratti, il pubblico è parte attiva dell’opera, chiamato a “ricomporre” le bambole e a trasferirle in una zona protetta, simbolo di ordine e sicurezza. Ma la domanda resta: queste bambole sono solo giocattoli? O sono metafore di esseri umani che hanno bisogno di essere protetti e rispettati?
L’installazione, che sarà ospitata anche in altri luoghi universitari durante la settimana dell’8 marzo, vuole estendere il dialogo sui temi dell’uguaglianza e del rispetto. Ogni location scelta dall’università rappresenta una nuova opportunità di confronto. L’interattività dell’opera permette al pubblico di sperimentare il cambiamento attivamente, spingendo tutti a porsi domande cruciali sul nostro ruolo nella creazione di un mondo più equo.
Anche l’artista Anna Piratti, con una carriera che l’ha vista esporre in Italia e all’estero, mira a sensibilizzare attraverso la semplicità dei gesti quotidiani, come vestire una bambola, per trasformare l’ordinario in un atto di cura potente e significativo. Il suo lavoro, da sempre volto a interrogare la società e le sue dinamiche, si fa portavoce di un cambiamento necessario: un cambiamento che parte da piccoli gesti e che, come “Toys?”, si trasforma in una riflessione collettiva sulla dignità e sul rispetto di ciascun individuo.
Last modified: Marzo 3, 2025