Padova (giovedì, 20 marzo 2025) — Gli Stati Uniti stanno affrontando una grave carenza di uova a causa di una diffusa epidemia di influenza aviaria che ha portato all’abbattimento di circa 20 milioni di galline ovaiole solo nell’ultimo trimestre del 2024. Questa situazione ha causato un drastico calo nella produzione di uova, facendo impennare i prezzi: a marzo 2025, una dozzina di uova ha raggiunto il costo di 8 dollari.
di Virginia Spennacchio
In risposta a questa crisi, gli Stati Uniti hanno cercato di importare uova da altri Paesi, tra cui l’Italia, rivolgendosi in particolare agli avicoltori del Veneto. Tuttavia, anche in Italia la situazione non è delle migliori. L’epidemia di influenza aviaria ha colpito duramente il settore avicolo italiano, con l’abbattimento di 4 milioni di galline ovaiole su un totale di 41 milioni, pari al 10% del totale nazionale. Questa perdita ha ridotto la produzione di uova di circa 1,4 miliardi su 14 miliardi, rendendo difficile soddisfare sia la domanda interna che eventuali richieste di esportazione.
Michele Barbetta, allevatore di Carceri e presidente del settore avicolo di Confagricoltura Veneto, ha dichiarato che le aziende venete stanno ricevendo numerose richieste dagli Stati Uniti, ma attualmente non sono in grado di soddisfarle a causa della ridotta capacità produttiva. Inoltre, la ripresa del settore avicolo richiede tempo: dalla nascita di un pulcino alla sua capacità di produrre uova trascorrono circa sei mesi, e la disponibilità di pulcini è limitata poiché l’epidemia ha colpito anche questa parte della filiera.
In Italia, il consumo medio pro capite è di circa 219 uova all’anno, tra prodotto fresco e alimenti trasformati. Il Veneto rappresenta una regione chiave nella produzione nazionale, con una media annua di 2 miliardi di uova e oltre 250 allevamenti di galline ovaiole con più di 250 capi. Tuttavia, la ripresa completa del settore potrebbe essere ostacolata da possibili recrudescenze dell’epidemia nel prossimo autunno, rendendo incerta la capacità di soddisfare sia la domanda interna che quella estera.
Per affrontare questa crisi, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha recentemente avviato una sperimentazione sulla vaccinazione degli animali, coinvolgendo inizialmente 5.000 tacchini. Tuttavia, l’applicazione di tale misura alle galline ovaiole risulta più complessa, specialmente negli allevamenti di grandi dimensioni. Nel frattempo, gli allevatori italiani sono in attesa di ristori per i danni subiti nelle epizoozie più recenti, avendo finora ricevuto compensazioni solo per l’epidemia aviaria del 2021.
In conclusione, la combinazione di una domanda internazionale in aumento e una produzione interna ridotta sta mettendo sotto pressione il settore avicolo italiano. Sebbene gli Stati Uniti cerchino soluzioni per la loro carenza di uova, le difficoltà produttive in Italia e in altri Paesi europei rendono difficile soddisfare tali richieste nel breve termine. La situazione richiede interventi strutturali e misure preventive per garantire la sostenibilità e la resilienza del settore avicolo sia a livello nazionale che internazionale.
Last modified: Marzo 20, 2025