Padova (sabato, 15 marzo 2025) — Le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardo l’intenzione di imporre dazi del 200% su vini, champagne e altri prodotti alcolici provenienti dall’Unione Europea, hanno suscitato notevole preoccupazione tra i produttori vinicoli italiani. Questa misura, se attuata, potrebbe avere un impatto devastante sulle esportazioni italiane di vino verso gli USA, mercato che nel 2024 ha raggiunto un valore di 1,94 miliardi di euro.
di Virginia Spennacchio
In particolare, il Veneto, che detiene il primato dell’export vinicolo verso gli Stati Uniti, rischia di subire gravi perdite. Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova, ha sottolineato come un quarto dei vini padovani esportati sia destinato al mercato statunitense, includendo le prestigiose denominazioni Colli Euganei, Bagnoli e Prosecco. Lorin ha espresso forte preoccupazione, affermando che l’applicazione di tali dazi potrebbe raddoppiare il prezzo finale per i consumatori americani, causando una significativa contrazione delle vendite. La minaccia di Trump è una risposta alla decisione dell’Unione Europea di mantenere un dazio del 50% sul whisky americano, introdotto in ritorsione ai precedenti dazi statunitensi su acciaio e alluminio. Coldiretti e Filiera Italia hanno definito la possibile imposizione di dazi del 200% come una misura estrema che metterebbe in sofferenza il settore vinicolo italiano, compromettendo un percorso che negli ultimi venti anni ha visto le vendite negli Stati Uniti quasi triplicate in valore, con un incremento del 162%.
Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, ha evidenziato come tali dazi metterebbero a rischio un export di 4,9 miliardi di euro, colpendo duramente l’economia del settore. citeturn0search8 Anche i produttori toscani hanno manifestato preoccupazione, definendo la minaccia di Trump una provocazione che potrebbe infliggere un duro colpo al settore vinicolo regionale.
Coldiretti Padova ha lanciato un appello affinché vengano intraprese tutte le azioni diplomatiche necessarie per scongiurare questa pericolosa escalation commerciale. L’obiettivo è evitare una guerra commerciale globale che danneggerebbe sia i produttori europei che i consumatori americani. L’associazione auspica che entrambe le parti mostrino buon senso, con l’Unione Europea che potrebbe dimostrare buona volontà evitando di confermare il dazio sul whisky americano, salvaguardando così il settore vinicolo europeo.
La situazione rimane incerta e suscettibile di evoluzioni nei prossimi giorni. I produttori italiani e le associazioni di categoria monitorano attentamente gli sviluppi, nella speranza che si possa giungere a una soluzione diplomatica che eviti l’imposizione di dazi così gravosi e garantisca la stabilità del mercato vinicolo internazionale.
Last modified: Marzo 15, 2025